La linea dell’onda è un progetto ideato e organizzato da 

Michele D’Ignazio e Giulia Merenda. 

è autore della serie long-seller di “Storia di una matita”, divenuta negli ultimi anni una delle letture di narrativa preferita nelle scuole, e di “Pacunaimba”, un romanzo avventuroso alla scoperta del Brasile più nascosto.

Nel 2019 pubblica “Il secondo lavoro di Babbo Natale”, con le illustrazioni di Sergio Olivotti, tradotto anche in U.K. e Usa con l’editore Pan MacMillan, oltre che in Spagna, Sud America, Grecia, Polonia, Cina, Corea del Sud, Russia e Ucraina. Nel 2020 esce la continuazione, “Babbo Natale fa gli straordinari”, oltre ad una nuovissima edizione di “Storia di una matita” e nel 2021 è la volta di “Il mio segno particolare”, in cui racconta la sua rocambolesca infanzia e adolescenza, tra medici, viaggi, ospedali e numerosi incontri speciali che lo hanno segnato.  Tutti i suoi libri sono pubblicati da Rizzoli.

Tanti i progetti paralleli alla scrittura: oltre ai numerosi incontri nelle scuole e ai progetti radiofonici, da “Storia di una matita” è nato uno spettacolo teatrale che, con la compagnia Aiello, viene portato in scena nelle scuole e nei teatri di tutta Italia e ha visto, ad oggi, più di 600 repliche.

È inoltre coautore del “Dizionario per un lavoro da matti” (Ancora del Mediterraneo, 2010, con Luca Rastello) e ha realizzato documentari a carattere antropologico (La nostra terra. Praticamente, sulla cultura del mare sullo stretto di Messina; Soli e insieme, sul mondo della scuola, Futuro Arcaico, sul Museo di Nik Spatari a Mammola).

D’estate gestisce “Il Vicolo, Vineria”, nel centro storico di San Nicola Arcella, dove unisce la sua passione per il cibo, l’arte e la cultura.

Il suo sito è https://micheledignazio.org/

Giulia Merenda

è regista, sceneggiatrice e insegnante di Italiano nel carcere femminile di Rebibbia a Roma, dove ha girato la trilogia “Recluse, il femminile in carcere” (“Salviamo la faccia”, “Terra Terra” e “Liberamente”).

Salviamo la faccia ha vinto vari premi fra cui il premio Pasinetti alla Mostra del cinema di Venezia 2019. 

Regista e autrice del corto “I piedi nell’acqua”, premio al Festival di Procida 2019, e premio “No budget Spirit” al festival di New York “No budget” 2019.

È regista del docufilm “Come Posso”, distribuito da Cecchi Gori Home Video, e sceneggiatrice della serie televisiva “Quo Vadis, Baby?” di Gabriele Salvatores.

Come sceneggiatrice per il grande schermo firma il film “Io che amo solo te” di Gianfranco Pannone, “My American Family” di Jerzy Sladkowski, girato in Calabria e negli Usa, e il film “America” di Fabrizio Ruggirello, girato in Guatemala con protagonisti indios e premiato alla World Conference of Human Rights dal Nobel per la pace Rigoberta Menchù.

Ha scritto e coordinato per il Miur e l’associazione LIBERA il progetto “La legalità che Libera”, rivolto agli istituti di pena romani di Rebibbia, Regina Coeli e del Minorile di Casal del Marmo.

Ha curato il varietà politico “Scalzate” al Teatro Valle occupato di Roma, dando vita con altre donne a “Maude”, movimento delle lavoratrici dello spettacolo, con cui firma il corto “Tram-mob, memorie delle operaie della Triangle”.

È una delle fondatrici di “Selfcinema-adopt-a movie”, la distribuzione nei cinema fatta dagli spettatori.

Ha scritto e realizzato il progetto “Le vie sacre di Roma” per il Giubileo del 2000 e attualmente gira delle puntate per GEO su Raitre.

Sta realizzando 6 Virtual Room nel carcere femminile di Rebibbia per il progetto europeo Erasmus Steps K2.

Ufficio Stampa e social media Raffaella Galizia

Collaboratore per l’estero Paolo Boselli

Grafica Kicca D’Ercole

WEB MASTER Eddy Perrone

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo,
che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

cesare pavese

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